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Il disegno di legge per la riforma del recupero crediti. Come cambierà il settore. 


Da uno stralcio del libro “Guida alla gestione dei crediti in outsourcing – Tecniche di prevenzione, recupero e cessione” a cura di Gianpaolo Luzzi e Marco Recchi, edito da Il Sole-24 Ore.


A seguito del procedimento di messa in mora formulato dalla Unione Europea al nostro paese (procedimento promosso dall’UNIREC per il mezzo di un’istanza formulata dalll’europarlamentare Raffaele Costa afferente l’illegittimità dei limiti territoriali imposti dalla Circolare “Masone”), il Ministero degli Interni ha inserito il recupero crediti per conto terzi nel disegno di legge di riordino della cosidetta “sicurezza sussidiaria”, il cui controllo è demandato alla polizia amministrativa.
Questo disegno di legge, di iniziativa governativa, ha mosso i primi passi nella primavera del 2003 con l’istituzione di una commissione interministeriale che ha avuto il compito di formulare un testo che prevedesse la nuova disciplina per diverse attività (ad esempio i porta valori, le società di informazioni commerciali, il recupero crediti per conto terzi, ecc.) tutt’ora sottostanti al dettato del TULPS del 1931.
Vediamo quindi cosa succederà, e quali sono le novità per il settore qualora il Disegno di legge venisse approvato.

Cosa cambia per le imprese di recupero

Accogliendo le istanze dell’associazione di categoria, la Commissione ha inserito finalmente una definizione per questa attività.
Parrà strano al lettore ma, tuttora, nel nostro paese non è definito esplicitamente cosa si intenda per recupero crediti stragiudiziale per conto terzi. Un esempio di cosa vuol dire questa mancanza può essere chiarificatore: i call center che svolgono attività outbound e, quindi, per massima parte il sollecito ed il recupero crediti per conto terzi, ad oggi non hanno una licenza per questa attività pur svolgendola di fatto, seppur in modo telematico.
E’ evidente che tale discrasia (la più macroscopica, ma ve ne sono molte altre) debba essere colmata.
Qualora il disegno di legge diventasse legge dello stato, finalmente si affermerà il principio che per attività di recupero crediti si intende quella svolta da qualsiasi soggetto e consistente nella:
“attività di gestione e recupero di crediti insoluti mediante sollecitazione dei debitori e trasmissione delle disponibilità finanziarie recuperate ai clienti creditori, dietro corresponsione di onorari e rimborsi spese, svolta anche con l’ausilio degli agenti di recupero ”.

Il disegno di legge prevede la distinzione netta e marcata tra le imprese di recupero del credito e gli agenti esattoriali, sia perché a questi ultimi è destinato un articolo diverso e successivo, sia perché la norma prevede, per loro, requisiti e competenze diversi da quelli richiesti al titolare e ai soci di un’impresa di recupero crediti per conto terzi.
La nuova norma poi, superando il limite territoriale, prevede che la licenza possa avere validità su tutto il territorio nazionale.
L’estensione della stessa, infatti, viene legata ad un dato oggettivo:”il progetto tecnico organizzativo”; il quale dovrà contenere:
a) l’indicazione del soggetto che richiede la licenza e dell’assetto societario per tutti i soci che controllano almeno il 5% del capitale sociale
b) l’indicazione dell’ambito territoriale in cui si vuole operare
c) la documentazione attestante il possesso delle capacità tecniche e direzionali occorrenti, proprie e delle persone preposte alle unità organizzative della società
d) l’indicazione del numero degli agenti esattoriali che si intendono occupare
e) la documentazione attestante la disponibilità dei mezzi finanziari, logistici e tecnici occorrenti per svolgere l’attività e le relative caratteristiche

Il progetto dovrà essere articolato e adeguatamente formulato, non un semplice e generico elenco, ed infatti, il Questore potrà anche bocciarlo per inadeguatezza.
La licenza resta un atto a se stante e dovrà essere richiesta entro sei mesi dall’approvazione del progetto, che potrà essere modificato con il mutamento delle esigenze aziendali.
Vi sono altre novità: le società saranno tenute ad indicare anche le somme riscosse e quelle versare al committente. Assicurare la costante conformità delle attività degli agenti alle regole tecniche e alle norme di condotta stabilite con apposito regolamento di attuazione che verrà stilato da una commissione a cui parteciperanno anche esponenti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
I controlli, come si vede, si concentreranno sulle modalità con cui il lavoro effettivamente si svolge e su chi lo svolge. Sotto questo profilo si segnala che saranno introdotti anche requisiti di esperienza e professionalità (almeno 5 anni di esperienza nel settore) oltre che di moralità oggettivi, oggi assenti.
Ciò vorrà dire, praticamente, che la discrezionalità del Questore verrà circoscritta all’analisi, di per se finalmente pregnante ed esaustiva, dei requisiti richiesti esplicitamente per esercitare l’attività.
Il nuovo testo prevede, inoltre, che i dati relativi al recupero dovranno essere conservati per 5 anni e comunicati su richiesta agli interessati, la documentazione potrà essere utilizzata con il consenso di questi ultimi (salvo, eventualmente, dice il disegno di legge “le prescizioni dell’autorità”)

Cosa cambia per gli agenti di recupero

Per quanto riguarda gli agenti di recupero, occorre innanzi tutto sottolineare come il testo di riforma preveda finalmente la loro professionalizzazione.
In ogni Questura ci sarà un registro degli agenti di recupero operanti, al quale potranno iscriversi i cittadini della UE maggiorenni, che abbiano compiuto gli obblighi scolastici e professionali richiesti, e che non abbiano riportato condanne per delitti non colposi e di misure di prevenzione, anche patrimoniali o interdittive, salvi gli effetti della riabilitazione, e soprattutto, abbiano una condotta idonea a dimostrare l’attitudine ed affidabilità ad esercitare i compiti di agente esattoriale.
Gli agenti saranno muniti di un tesserino con fotografia che verrà rilasciato dalla Questura.
La norma non vieta espressamente (ne indirettamente) quindi consente, l’iscrizione in province diverse da quella di residenza.
L’iscrizione al registro sarà subordinata all’accertamento dei requisiti da parte di una commissione (che verrà istituita con apposito regolamento).
La commissione provvederà anche a far svolgere una prova d’ammissione teorico - pratica le cui modalità devono essere ancora formulate.
Sembra plausibile che il possesso di attestati qualificativi o di certificazioni di parte terza, non potrà non essere considerato titolo preferenziale.
E’ bene sottolineare una novità importante ovvero che gli agenti di recupero potranno operare solo per il tramite di una società di recupero che, pertanto, dovrà vigilare sulla loro attività.

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