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Istruzioni per la cancellazione dal registro informatico dei protesti


Il protesto è un atto autentico con cui il Pubblico Ufficiale autorizzato constata la mancata accettazione di una tratta o il mancato pagamento di una cambiale o di un assegno.

Dal 15 maggio 2001 i vecchi bollettini ufficiali dei protesti sono stati sostituiti da quelli stampati ogni due settimane dalle Camere di commercio: è operativo, quindi, in tutta Italia il registro informatico dei protesti, creato per garantire la completezza, l'organicità e la tempestività su tutto il territorio nazionale delle informazioni circa il mancato pagamento di tratte accettate, di vaglia cambiari, di assegni bancari e sulle dichiarazioni di rifiuto di pagamento fatte secondo la legge cambiaria.

Il registro è accessibile al pubblico attraverso i terminali delle Camere di commercio o su terminali remoti collegati al sistema informativo camerale. Su richiesta dell'interessato, la Camera stessa rilascerà un certificato con l'esito della ricerca. 

Il registro informatico comprende anche una pagina elettronica delle variazioni dei dati, nella quale sono elencate le notizie dei protesti cancellate o modificate in esecuzione di provvedimenti dell'autorità giudiziaria nei 15 giorni precedenti la consultazione, con indicazione della data in cui è stata effettuata la cancellazione o la modifica e del provvedimento che l'ha disposta. Sulla stessa pagina, in modo distinto, sono elencati anche i decreti di riabilitazione pubblicati nel registro informatico nello stesso periodo di tempo.

Il registro informatico permette di estrarre anche:

elenchi di protesti e rifiuti di pagamento selezionati in base a parametri di ricerca diversi, come ad esempio la data e il luogo della levata o della registrazione;
il codice fiscale del soggetto protestato o, in mancanza, la data e il luogo di nascita (se si tratta di persona fisica) oppure l'ufficio del registro delle imprese presso il quale è iscritta e il numero di iscrizione (se si tratta di società soggetta a registrazione); 
la data di scadenza, se si tratta di cambiale o di vaglia cambiario; 
elenchi integrali delle iscrizioni eseguite nel registro informatico nei quindici giorni precedenti a quello della consultazione; 
copie integrali della pagina elettronica delle variazioni dei dati. 

La data di estrazione deve risultare su tutti questi certificati mentre gli estremi di estrazione sono mantenuti nel registro informatico.

Con l'informatizzazione del sistema, gli elenchi dei protesti non devono essere più inviati al Tribunale, ma direttamente alle Camere di commercio. Dal 15 aprile 2001, come previsto dal regolamento emanato col decreto n. 316 del 9 agosto 2000, i dati sui protesti verranno trasmessi su supporto informatico  accompagnato da una copia stampata e firmata dal pubblico ufficiale che ha redatto l'elenco, oppure per via telematica, autenticati con la firma digitale (in mancanza di quest'ultima, anche la trasmissione con modalità telematiche dovrà essere accompagnata da una copia su carta dell'elenco.

Negli elenchi dei protesti dovranno essere specificati i motivi del rifiuto del pagamento, secondo una codifica distinta per assegni bancari e per vaglia cambiari e tratte accettate. La pubblicazione degli elenchi, mediante iscrizione nel registro informatico, avverrà entro 10 giorni dalle ricezione da parte della Camera di commercio.

Le Camere assegnano un codice identificativo a ciascun ufficiale abilitato alla levata dei protesti. Per le stanze di compensazione valgono i dati identificativi comunicati dalla Banca d'Italia. Il codice alfanumerico è composto in sequenza dalla sigla provincia, da una lettera indicante la qualifica del pubblico ufficiale abilitato (N = notaio, G = ufficiale giudiziario, A = aiuto ufficiale giudiziario, C = segretario comunale) e da un numero d'ordine nell'ambito della qualifica stessa.

Cancellazione del protesto di cambiali

(E' PREVISTA LA CANCELLAZIONE DEL PROTESTO DI ASSEGNI SOLO NEL CASO DI ERRORE/ILLEGITTIMITA' DELLA LEVATA OVVERO NEL CASO DI RIABILITAZIONE DEL DEBITORE PROTESTATO DA PARTE DEL COMPETENTE TRIBUNALE)

Il debitore che, entro il termine di 12 mesi dalla levata del protesto, esegua il pagamento del titolo protestato unitamente agli interessi maturati ed alle relative spese di levata, ha il diritto di ottenere la cancellazione del proprio nome dal registro informatico. Il debitore che provvede al pagamento oltre il termine dei 12 mesi può chiederne l'annotazione nel registro. In entrambi i casi, l'interessato dovrà presentare una istanza al presidente della Camera di commercio. La stessa istanza per la cancellazione può essere presentata da chiunque dimostri di aver subito una levata di protesto illegittimamente o erroneamente.

Per ottenere la cancellazione di un protesto dal Registro Informatico è necessario allegare alla domanda uno dei seguenti documenti:
- Titolo ed atto di protesto, qualora il pagamento sia stato effettuato entro 12 mesi dalla data del protesto (la cancellazione del protesto per tempestivo pagamento è limitata alle cambiali; è prevista la cancellazione del protesto di assegni solo nel caso di errore/illegittimità della levata ovvero nel caso di riabilitazione del debitore protestato da parte del competente Tribunale)
- Decreto di riabilitazione in copia conforme all’originale accordato dal competente Tribunale
- Documentazione comprovante l’illegittimità/erroneità della levata del protesto
- Certificato di costituzione di un deposito cautelativo rilasciato da un’Azienda di credito

Il presidente della Camera di commercio provvede sull'istanza entro il termine di venti giorni. All'interessato va comunicato in ogni caso l'esito dell'istanza. La nuova procedura è disciplinata dalla legge 15 agosto 2000, n. 235, che ha modificato ed integrato la legge 12 febbraio 1955, n. 77. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (serie generale) n. 200 del 28 agosto, la nuova legge è entrata in vigore il 27 dicembre 2000.

Modelli, allegati e costi del servizio possono essere scaricati dal sito della Camera di Commercio. (Articolo tratto dal sito della Camera di Commercio)

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