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Basilea 2: un rischio o un' opportunità? (www.microsoft.it)

L'applicazione del Basilea 2 in Italia

E in effetti i timori sono abbastanza giustificati. 

Secondo quanto sostenuto da Paolo Biffis, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, in un articolo per il sito degli economisti www.lavoce.info, il Basilea 2 in Italia sarebbe applicato a oltre cinque milioni di imprese. Di queste 600.000 "hanno obblighi contabili in quanto costituite nella forma della società di capitali. Ciò significa che un buon 88% delle imprese può fornire ai propri finanziatori scarse informazioni economiche, finanziarie e patrimoniali". 

Nonostante questo dall'ultimo meeting di Madrid sono scaturite buone notizie verso quella che Biffis definisce "la riconsiderazione degli elementi di attenuazione del rischio di credito" anche perché si è preso atto che le banche lavorando con moltissime piccole aziende vanno incontro anche a un enorme frazionamento del rischio. I problemi che possono derivare per le piccole e medie imprese dall'introduzione del Basilea 2 sono evidenziati anche da una ricerca che Unioncamere ha condotto su un campione di 7.860 piccole e medie imprese italiane. La simulazione prevedeva l'esame dei bilanci del campione di riferimento con l'applicazione di alcuni indicatori di tipo economico-patrimoniale. Per la definizione del rating poi sono stati applicati i parametri e le metodologie utilizzate da Moody's (una delle principali agenzie di rating) per l'elaborazione dei giudizi. 

Il risultato è stato che il 65% delle imprese si colloca sulle 4 classi di rating critiche (BBB-, BB+, BB, BB-), il 17,5% avrebbe rating più positivi come BBB e BBB+, meno dell'1% ricadrebbe nella classe A, mentre il resto (il 16%) finirebbe in classi peggiori che vanno da B a CCC rischiando quindi di non essere presa in considerazione dal sistema bancario. La stessa indagine di Unioncamere ha voluto poi verificare gli effetti dell'applicazione del trattato sul costo del credito. Su 32 categorie di imprese (classificate per livello di rating e di fatturato) 20 avrebbero un miglioramento e quindi una riduzione dei tassi di interesse. D'altra parte, però, 12 categorie vedrebbero peggiorare le condizioni con aumenti del pricing fino al 90% rispetto alle condizioni applicate con il Basilea 1. 

a cura di Luigi Ferro

(www.microsoft.it)



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